Da lunedì nelle librerie italiane, il romanzo sugli ultimi giorni di Venezia

 

IL SERENISSIMO BORGHESE 

LA NOTTE DI VENEZIA NEGLI INCUBI DEL SUO ULTIMO DOGE

 di

ALBERTO FRAPPA RAUNCEROY

LIBERAMENTE ISPIRATO ALLA VITA DI LODOVICO MANIN, ULTIMO DOGE DI VENEZIA

ANTEPRIMA NAZIONALE A VILLA  MANIN DI PASSARIANO, SABATO 24 MARZO 2012, ORE 17.30

 La notte di Venezia negli incubi del suo ultimo doge.

 Lo sfaldarsi di una sovranità e di una famiglia vissuti dall’ultimo doge di Venezia

27 dicembre 1788: mentre Venezia è avvolta dal più freddo inverno a memoria d’uomo, un burchiello diretto a Mestre rimane bloccato in mezzo alla laguna gelata.

Dentro la cabina, Elisabetta Grimani, da anni sofferente di epilessia, riflette sul destino che l’ha portata a sposare il procuratore Lodovico Manin, uomo mite e scrupoloso ma troppo assorbito da impegni pubblici e dall’amministrazione di un patrimonio incommensurabile per prestare attenzione alla sua condizione di donna e madre mancata.

Giunti in Friuli, la famiglia si segrega in una anomala villeggiatura invernale ed Elisabetta vive il riacutizzarsi di frustrazioni amplificate dalle suggestioni di un palazzo costruito a misura di sovrano la cui vastità non seda in lei l’impressione di esservi rinchiusa come prigioniera. Mentre da Venezia giungono gli echi di un carnevale spensierato, la villa Manin di Passariano, Versailles del Friuli, nasconderà nel suo labirinto, l’accennato tentativo della donna di cambiare il proprio destino.

La rispettabilità, le opportunità sociali impugnate dal marito come una sferza ma soprattutto l’improvvisa notizia della morte del doge Paolo Renier renderanno vani i suoi tentativi.

Rientrati a Venezia, i Manin scoprono di essere catapultati al centro dell’attenzione della capitale a causa della candidatura al dogado, proposta e quasi imposta a Manin dal cognato Francesco Pesaro che Elisabetta considera un nemico della famiglia.

Anche nella sua città Elisabetta riconosce di essere sola, ignorata da una mondanità distratta e incompresa da parenti pragmatici e superficiali al punto di considerare la sua sensibilità e il suo desiderio di intimo isolamento come sintomi di un’ulteriore oscena malattia. Ascetico con se stesso e rigido con la famiglia, Manin non saprà opporsi a quella che gli viene imposta come una pubblica necessità e così l’aborrita elezione e la sua ascesa al dogado aumentano l’isolamento e la solitudine della nuova dogaressa cui non rimarrà che aggrapparsi all’amicizia di una sconosciuta esule dalla rivoluzione francese.

La morte di Elisabetta nel 1792, lascia Lodovico Manin solo di fronte all’indecisione del patriziato veneziano, all’incalzare degli eventi francesi e all’arrivo dell’armata d’Italia che violerà la sovranità della Serenissima al seguito di Napoleone Bonaparte.

Impotente testimone dello sfaldarsi di regole morali e sociali in cui era stato modellato da bambino, Manin identifica l’arrivo di Napoleone con l’incombere della modernità cui si sovrapporrà una acuta percezione dell’accelerarsi del tempo che saprà destrutturare le sue difese. Reagisce al caos montante, tentando di ricucire gli strappi della famiglia scivolata nel disordine morale e aggrappandosi ai patetici miti di una Serenissima cristiana e imperiale. Borghese più che patrizio, filosofo più che politico si ritrova a valutare la contraddittoria amicizia del cognato Pesaro che tenta di convincerlo a formare un governo veneziano in esilio in Dalmazia ma rifiuta un’ipotesi che giudica abominio e tradimento. Lodovico, sigillato tra le reliquie fossili del Palazzo Ducale e circondato da pochi volonterosi, affronta la martellante potenza di Napoleone ostacolato dalla sfiducia e dal sarcasmo di tutta una classe dirigente.

Caduta la sovranità e sedate le passioni napoleoniche, finalmente dimenticato in una casa di Cannaregio, l’ex doge rivaluta le ignorate esigenze e la preveggenza della moglie che scopre di avere amato più di quello che pensava: solo allora si chiede se volere fare il bene equivale a compierlo o se il risultato prevale sulle intenzioni.

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~ di byzance su 14 marzo 2012.

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