Scialino su Ermes di Colloredo a Camino al Tagliamento

Appuntamento di alto profilo il 26 marzo a Camino.

Alle 20.30 presso l’auditorium “Davide Liani” della Civica Biblioteca, Camino e la commissione Biblioteca rievocheranno il più illustre dei propri concittadini del passato: il nobile Ermes appartenente alla antica famiglia friulana dei Colloredo-Mels, famiglia talmente illustre e fedele che gli Asburgo affidavano ai suoi primogeniti il comando del primo corpo d’armata degli eserciti imperiali. Fatto attestato anche da Alessandro Manzoni che cita la famiglia nei Promessi Sposi:

” Sopra tutto si cercava d’aver informazione, e si teneva il conto de’ reggimenti che passavan di mano in mano il ponte di Lecco, perché quelli si potevano considerar come andati, e fuori veramente del paese. Passano i cavalli di Wallenstein, passano i fanti di Merode, passano i cavalli di Anhalt, passano i fanti di Brandeburgo, e poi i cavalli di Montecuccoli, e poi quelli di Ferrari; passa Altringer, passa Furstenberg, passa Colloredo; passano i Croati, passa Torquato Conti, passano altri e altri; quando piacque al cielo, passò anche Galasso, che fu l’ultimo. Lo squadron volante de’ veneziani finì d’allontanarsi anche lui; e tutto il paese, a destra e a sinistra, si trovò libero.”

 I Promessi Sposi, cap. 30.

 La casata che poteva annoverare tanti quarti di nobiltà da far impallidire una casa regnante annovera tra i suoi membri il vescovo principe di Salisburgo Hieronymus von Colloredo: quel mecenate che fu il primo a proteggere e far conoscere Mozart. La famiglia ha lasciato a Camino testimonianze corpose nel palazzo e nella chiesa palatina che ora funge da parrocchiale.

Gianfranco Scialino critico letterario finissimo e rigoroso e direttore dell’Istituto Giuliano di Cultura, Storia e Documentazione di Gorizia interverrà presso l’auditorium Davide Liani della Civica Biblioteca proprio per parlare di Ermes e della sua poetica.

Il patrizio friulano è un caso a parte in tutti i sensi. Vissuto per diversi anni alla corte medicea di Firenze dimostra nella sua opera di avere letto e coltivato la letteratura dei suoi contemporanei: quelle sperimentazioni del ‘600 che, come il barocco in architettura e nelle arti plastiche, aveva come obiettivo di creare stupore e meraviglia nei lettori.

Si dice che Ermes avesse scritto un poema dal titolo “la Zucca rapita” dimostrando così di avere letto e conosciuto il poema satirico la Secchia rapita di Alessandro Tassoni, ma pare non ignorasse nemmeno le opere di Michelangelo Buonarroti, Jacopo Soldani e Antonio Malatesti.

Nobile, colto e anticonformista si considerava un “salvadi” e avendo in uggia la nobiltà udinese volle restare lontano dalle formule rigide della mondanità preferendo la vita tranquilla e agreste di Gorizzo.

Nel 1670 aveva sposato la nobile friulana Giulia di Savorgnan ma tutti sanno che in età matura ebbe come amante la popolana Maddalena Salvadori.

Poeta sapido, ricco, carnale, anticonformista e ribelle: la sua poetica sarà rivelata dalla lettura di alcuni versi che sapranno stupire divertire e scaldare i cuori.

Appuntamento immancabile per chi ama la storia del Friuli e di Camino al Tagliamento.

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~ di byzance su 3 marzo 2010.

Una Risposta to “Scialino su Ermes di Colloredo a Camino al Tagliamento”

  1. Vorrei averti come guida personale.Ci faremmo dei viaggi meravigliosi! Passa in Carte c’è Gigi!Bacio,ferni

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