Venezia, Giorgione ed Henry James: ottimi ingredienti in mano a Maurensig – di Alberto Frappa Raunceroy

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Venezia, Giorgione ed Henry James: ottimi ingredienti in mano a Maurensig.

Duplice coincidenza: mi sto ancora consumando sul mio romanzo dedicato agli ultimi giorni di Venezia sovrana e, avendo avvertito la necessità di assorbire alcune atmosfere lagunari, ho ripreso in mano Pontificale in San Marco di Elio Bartolini ambientato nella Venezia del 1751. Sempre seguendo questo impulso (e su consiglio di Gigi Bressan, della cui erudizione mi valgo ad occhi chiusi) sto leggendo Le luci della peste, un unicum letterario del grande scrittore ed editore veneziano Neri Pozza. All’interno della raccolta vi sono tre racconti dedicati alla misteriosa figura di Giorgione, maestro conosciuto all’epoca (siamo nell’ottobre del 1510) come Zorzi o Zorzòn da Castelfranco. Il primo, intitolato Falò in Campo San Polo, è da solo in grado di fornire spunti ad un romanzo perchè instilla domande sui motivi per cui degli anni più attivi dell’opera del maestro rimangano oggi solo 12 pitture a lui attribuite. Colpa di un possibile rogo dei suoi lavori per evitare infezioni? Il quarto racconto, intitolato Il mantello rosso, parla dell’ anonima sepoltura di Zorzòn in una fossa comune nell’isola di San Giacomo de Palùo. Il terzo (Paris grazioso e gentile) accenna alle contraffazioni giorgionesche del giovane pittore trevigiano Paris Bordone, quando, qualche anno dopo la morte del maestro di Castelfranco, le richieste dei collezionisti non trovavano soddisfazione presso i gelosi detentori delle opere. Coincidenza perchè? Perchè sono venuto a sapere giorni fa da amici di Paolo che l’ultimo romanzo di Maurensig parla proprio di Venezia e di quel Giorgione che mi ha presentato Neri Pozza nei suoi racconti. Una sorpresa è stato invece lo scoprire che il libro non uscirà per mamma Mondadori, ma per una casa trevigiana che non conoscevo: la Morganti. Una demoniaca compulsione mi ha ghermito alla gola e sono corso a cercare il sito della casa editrice, visualizzando una meravigliosa homepage che mi ha suscitato immediatamente suggestioni e voglie. Salvato l’indirizzo internet tra i preferiti con il proposito di farne buon uso con l’anno entrante, ho iniziato a leggere gli ancora pochi commenti sul romanzo. Ho così scoperto che, più che sulla figura di Giorgione, il libro ruota attorno alla sua opera più celebre e misteriosa: la Tempesta. In effetti telero più fitto di rimandi ed allegorie non si poteva trovare e mi piace quando Maurensig dice che i misteri e le allegorie dell’arte rimangono affascinanti fino a quando non sono svelati: un po’ l’opposto di come si ragiona oggi: togliere ogni velo e lacerare ogni membrana poetica. Dunque l’autore ha imbastito una storia sulla tela di Giorgione, filmandola da due punti di vista: quella di un contemporaneo (il protagonista?: ancora non posso dirlo perchè il libro esce domani) ed Henry James, l’autore di Ritratto di Signora che, secondo lo studioso anglosassone di turno, avrebbe decriptato Giorgione nel suo Carteggio Aspern. Un piccolo brivido mi ha scosso quando ho letto Maurensig dire che Giorgione era forse intimo con sette misteriche (Rosacroce et cetera) ma sono tranquillo perchè conosco la sua bella prosa e apprezzo le suggestioni che sa evocare: sono certo che ingredienti così raffinati, elaborati dalla sua penna, assumeranno i connotati di un ottimo libro che domani correrò in libreria ad acquistare.

Vale.

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~ di byzance su 10 novembre 2009.

2 Risposte to “Venezia, Giorgione ed Henry James: ottimi ingredienti in mano a Maurensig – di Alberto Frappa Raunceroy”

  1. La Morganti editori la ringrazia sentitamente per gli apprezzamenti al suo sito. Non di meno per lo spazio dedicato al romanzo La Tempesta. Il misero di Giorgione, dello scrittore Paolo Maurensig.
    Le assicuro si tratta di un romanzo esemplare, nel quale lo scrittore riversa il meglio della sua poetica letteraria per regalare ai lettori una storia avvincente, dotta e ricca di perturbanti emozioni.

  2. Gentile signora Conte,

    grazie per la precisazione. Non ho dubbio alcuno al riguardo.
    Voglio precisare a mia volta che i sentimenti di stima e apprezzamento che ho posto innanzi alla lettura del romanzo, sono sinceri e corroborati dal giudizio di amici che con Paolo Maurensig ho il piacere di condividere e frequentare e del cui profondo senso estetico e amore per la letteratura ho – a suo tempo – io stesso goduto.

    Ancora complimenti per il vostro stile e per l’ottima selezione di autori che pubblicate (non è sfuggita la presenza di Chesterton!)

    Alberto F. Raunceroy

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