Memorabile ritorno ad Aquileia – di Luigi Bressan

Pubblico oggi la partecipata recensione che Luigi Bressan, grande poeta dialettale (che ha scelto di esprimere la nuova realtà che lo circonda in italiano), mi ha fatto il regalo di pubblicare sulla rivista CAFFE’ MICHELANGIOLO  (Gennaio-Aprile 2008), edita a Firenze dall’ Accademia degli Incamminati.aquile08

Il giovane aquileiese Lucio Valerio Cantio, di facoltosa famiglia rurale, milita a Roma all’epoca della guerra gotico-bizantina, dei tormentati rapporti tra i poteri di Costantinopoli e il Papa; s’innamora della nobile e bella Corinna e con lei si trova coinvolto in un intreccio di vicende pubbliche e private; la perde, la ritrova alla corte imperiale e riesce avventurosamente a ricondurla a sé e a una vita serena, lontana da quell’ambiente d’intrighi e ordite violenze. La storia d’amore a lieto fine è una traccia delicata e quasi pudica su un percorso di eventi ed episodi poderosi: i preparativi per la difesa di Roma nel ventre d’acque e di canali della città; gli avventurosi collegamenti tra Roma e Napoli; la nomina di Papa Vigilio col sacrificio del suo predecessore per cambiare l’orientamento della Chiesa; la presa di coscienza e il drammatico tergiversare del nuovo pontefice; il suo esorcismo praticato in Sicilia; gli illusionismi della corte bizantina (tutti densamente illustrati in sequenze di notevole presa).

E coinvolgenti sono anche le tematiche che si delineano lungo il percorso d’un’epoca dal fascino tragico: il complesso rapporto tra il potere politico e l’autorità della Chiesa in presenza del confronto tra diverse formulazioni teologiche; i grandi mutamenti che coinvolgono intere popolazioni, istituti e funzioni pubbliche e pongono le basi per nuovi rapporti territoriali, per una diversa configurazione delle forme sociali e del consenso; la coesistenza di ordini di valori nuovi, che si vanno affermando in contrasto o in una dialettica con la tradizione.  Il giovane autore del libro – dopo la laurea in giurisprudenza alla Cattolica di Milano, una collaborazione con alcune riviste tra cui “Controcorrente”, fondata e diretta da Indro Montanelli – rientra a dirigere l’azienda agricola di famiglia a Camino al Tagliamento, nella terra dell’antico Patriarcato di Aquileia, dove i paesi e i borghi hanno nomi di derivazione celtica, romana e slava, dove la memoria si è fatta carne e, questa, ricerca di sé nella fedeltà alla terra e alle origini. Scrivere come opera prima un romanzo storico in meno di un anno, passando le notti a documentarsi sulle fonti di un’epoca per molti aspetti atroce, risulta dallo svolgersi dello stesso racconto “aquileiese” un progetto ambizioso e coraggioso, ispirato quasi a una necessità d’ordine antropologico. Colpiscono l’urgenza, la passione narrativa e l’attenzione al concreto, suscettibili di dar luogo a pagine di animato bozzetto come di rifonderne la materia in affreschi di ampio respiro; l’abilità nel gettare ponti e raccordi tra parti e piani di diverso amalgama, nel rendere plausibile l’insistenza descrittiva come talvolta l’accavallarsi delle sequenze logiche. Il romanzo, nel suo genere dichiarato, evoca altri generi, come l’avventuroso e il picaresco. Il suo stile proprio è la risultante dell’entusiasmo creativo e della forza morale capaci di piegare gli stili appresi, di produrre un testo che, nel rivelarli, afferma la propria genuina diversità, s’impone alla più attenta considerazione del lettore e ne cattura la simpatia.

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~ di byzance su 17 ottobre 2009.

6 Risposte to “Memorabile ritorno ad Aquileia – di Luigi Bressan”

  1. eccellente percorso, grazie a entrambi.fernanda

    ps. ti lascio una immagine che potrebbe picerti per il tuo blog,viene dai musei capitolini.

  2. oppure anche queste

    ti ricordi?
    basta salvare l’immagine nel desk, poi la richiami da bacheca dove c’è temi e aspetto.ciao,ferni

  3. Complimenti per il tuo lavoro: la finezza del pensiero, l’attenzione, la grande cultura ti porteranno lontano. Grazie e buon lavoro da Ivan Crico ed un saluto anche al carissimo Luigi.

    • Ivan Crico! Premiato nel nome di Biagio Marin che non osasti mai incontrare in quella Grado che non esiste più perchè stuprata da osceno cemento.
      E dunque osa oggi! Sussurra, parla anzi urla nel nome della bellezza e della poesia! Fallo anche per noi.
      (ps: non ti spaventare, sono io così).

      Grazie

      alberto

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