Sergio Maldini – Il sogno di una casa – di Alberto Frappa Raunceroy

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SERGIO MALDINI. Il sogno di una casa  –   di Federica Ravizza

Federica Ravizza è un’affascinante signora veneziana che trascorre parte dell’anno nel borgo letterario del Friuli: Santa Marizza di Varmo. Understatement a parte, si intuisce il lei la consapevolezza di ridare nuova vita alla tradizione veneziana della villeggiatura colta, richiamando figure come quella di Isabella Teotochi Albrizzi. Dotata di spontaneo charme e di un’allure cui siamo purtroppo disavvezzi, questa donna è preceduta da un blasone inquartato da cartigli di vasta cultura, da gusto impeccabile e da una istintiva se pur selettiva relazionalità. Doti, queste, che negli anni hanno calamitato lei e il marito (il pittore Dodo Errante Parrino) all’interno dell’Arcadia del borgo frequentata da Elio Bartolini, Paolo Maurensig e Sergio Maldini e da molte delle più belle persone del Friuli: basti pensare all’ultima aristocratica friulana, la contessa Giuliana Florio. Se le grandi anime si cercano, si trovano.  Et voilà: da questa compagnia fatta di incontri, di scontri, di cene con brovada e musetto e pomeriggi in giardino cui ampiamente si accenna, ma soprattutto dall’amicizia con Sergio Maldini è nato un libro da poco pubblicato per i tipi della Nuova Base di Udine che svela fatti e accadimenti che hanno dato spunto al romanzo “La Casa a Nord Est” che valse a Maldini il premio Campiello nel 1992. Il titolo è appunto “Sergio Maldini. Il sogno di una casa”. Il sottotitolo allude all’epistolario tra lo scrittore e la sua compagna di scuola al liceo Stellini, l’architetto Toni Cester Toso, ma chi si attenda erotici rimpalli alla Choderlos de Laclos si prepari a raffreddare il tutto in un più ginzburghiano lessico familiare per fare un tuffo nella domestica quotidianità borghese in trasferta agreste.

Il libro è delizioso: come in una vecchia pellicola da cinepresa si scopre un Maldini segreto, sorprendente, a tratti indifeso: quasi un trasognato bambinone reso vivissimo e pulsante da aneddoti divertenti e teneri cui nemmeno la recente biografia scritta da Simoncelli e pubblicata da Marsilio poteva evidentemente accedere.La personalità del borghese che risiede nella Roma pariolina e che ha sposato la figlia di un dignitario pontificio (la signora Franca) ha modo di farsi strada senza inibizioni a Santa Marizza e così si mette a nudo l’uomo dietro alla facciata del grande giornalista e scrittore. Sono scatti sequenziali di un intellettuale che nell’andata (o ritorno) alla campagna ha delle aspettative che divengono quasi pretese: le sue pressioni per la tempistica sulla casa, le piccole nevrosi metropolitane raggelate dalla imperturbabilità dei vicini di casa friulani, l’atteggiamento paterno e a tratti paternalistico nei confronti dei paesani, le cortesie urbane che si stemperano in rabelaisiane esplosioni verbali. Maldini stesso e gli altri comprimari ne escono come personaggi di un romanzo. E tra i protagonisti vi è la stessa borgata di Santa Marizza che compare sfocata, tratteggiata come un regno terrigno e metafisico quasi con gli stessi toni estatici con cui il giovane Chateaubriand richiama il suo nido di Combourg in Bretagna prima della devastazione rivoluzionaria.

In questo ancien régime letterario e urbanistico preservato miracolosamente dalla devastazione di marciapiedi e arredi urbani del “territorio” dei politici, la letteratura decanta negli anni e nelle pagine con i ritmi della natura. Nonostante molti dei protagonisti dello scritto non ci siano più, chi legge questo libro si accorgerà che la casa a Nord-Est è ancora presente e vibrante di voci: Ravizza l’ha miniaturizzata e inserita in una magica boule à neige: scorrendo le pagine del libro si ha la sensazione di poterla agitare scompigliando i minuscoli fiocchi di neve che ricominceranno a cadere sulle case e sulla chiesetta. Last but not least: una prosa da grande scrittore non deve stupire in chi abbia avuto tali frequentazioni.

 Pubblicato sulla pagina LIBRI del settimanale La Vita Cattolica. Udine, settembre 2009

 

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~ di byzance su 11 ottobre 2009.

5 Risposte to “Sergio Maldini – Il sogno di una casa – di Alberto Frappa Raunceroy”

  1. Ciao Alberto, sono venuta afare un giro tra le tue stanze.Ampia questa domus e già ricca di figure del tempo. Verrò a trovarti ancora,nel frattempo ti auguro una buona navigazione tra la soglia della scrittura e l’avventura della parola.fernnda

    • Grazie Fernanda.
      Proprio stamane mi ripromettevo di visitare il tuo sito e lasciarti un messaggio, ma mi hai anticipato.
      Posso inserire il link del tuo sito fernirosso qui?…posso?!
      A Udine è arrivato l’autunno e pensavo:
      Chissà se oltre a questa domuncula on-line riuscirò presto anche io, come Sergio Maldini, a trovare presto la mia casa a nordest, dove poter ospitare gli amici e parlare con loro di scrittura e poesia passeggiando tra i sentieri dell’orto.
      L’incontro a casa di Marco di sabato mi ha riaperto il desiderio di una casa in campagna tutta mia, desiderio che è emerso da tempo. Non so come farò a sceglierla tra le case del Friuli: forse saranno le pietre e i sassi dei suoi muri diroccati che mi parleranno e mi diranno: – dimora con noi –

      Grazie ancora superFerny!

  2. Ah, mi sono dimenticata di dirti che un altro aggregatore di notizie è “liquida”, e poi altri ancora,dipende se vuoi avere facilitazioni all’estero o solo in Italia. per qualunque cosa chiedi pure,ferni

  3. Vedrai che troverai una casa per te. Basta volerle le cose, volerle fortemente e vengono, si fanno trovare. se poi hai bisogno di qualche consiglio…è quello il mio vero lavoro,progettare. Ciao, a presto.f

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